Abbuffate Emotive – Come controllarle!

abbuffata

Il cibo è banalmente ciò che ci mantiene in vita, ma al contempo rappresenta significati che sono strettamente legati, in maniera differente per ognuno di noi, ad un insieme di emozioni precise e ambivalenti. Può essere una gratificazione o una punizione, una scusa per interagire, una scelta attraverso cui esprimere il proprio modo di essere, una difficile dipendenza da cui uscire, un piacevole conforto, un nemico da combattere..Il cibo rappresenta il pensiero ossessivo di chi mette in atto comportamenti disfunzionali nel tentativo di distruggere quell’idea di “nemico/amico”, rischiando invece solo di annientare se stesso.  È il caso dei disturbi del comportamento alimentare. Hanno origine psicologica e sociale e sono influenzati perlopiù da fattori ambientali; viene compromessa conseguentemente anche la salute fisica dell’individuo.

Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge Eating Disorder) rappresenta, insieme all’Anoressia Nervosa e alla Bulimia Nervosa ,  un disturbo del comportamento alimentare di recente classificazione caratterizzato da abbuffate ricorrenti.  Un episodio di Binge Eating, che singolarmente non delinea la presenza del disturbo, si verifica quando vengono assunte  grandi quantità di cibo con voracità, in assenza di fame e in un periodo di tempo limitato, come ad esempio un’ora. Per vergogna ed imbarazzo, si tende a mangiare da soli ed a nascondere il proprio problema. Si agisce con l’intento di gratificarsi, ma subito dopo si è assaliti da sentimenti di rabbia, disgusto, tristezza e sensi di colpa associati alla perdita di controllo. Le emozioni negative e la bassa autostima rappresentano i fattori predominanti lo sviluppo e il mantenimento di comportamenti di alimentazione incontrollata che sono a volte solo un goffo tentativo di regolazione delle emozioni attraverso il cibo. Si fa un utilizzo emotivo dell’alimentazione, infatti, quando si hanno maggiori difficoltà nel comunicare e riconoscere le proprie emozioni.

Come abbiamo visto, il Binge Eating Disorder  ha caratteristiche simili alla Bulimia Nervosa, da cui però si differenzia per l’assenza di condotte di eliminazione (come l’induzione del vomito e l’uso di lassati/ diuretici) e di neutralizzazione del cibo (come l’eccessiva attività fisica o i digiuni prolungati): strategie compensatorie usate dai bulimici nel tentativo di impedire l’aumento ponderale del peso. Viene definito anche “obesità egodistonica”: Il Binge Eating è una condizione frequente nei pazienti che conservano dei buchi nella “gommapiuma” dell’anima e rappresenta una condotta alimentare fastidiosa, una nota stonata che l’individuo suona e  tende inevitabilmente a riprodurre più volte nel tempo, anche se la percepisce lontana dai propri bisogni e poco armonica. Il Binge Eating coinvolge perlopiù persone dal temperamento insicuro ed indeciso,  con poco spirito di iniziativa, bassa attività esplorativa, difficoltà nell’affrontare novità,  con la tendenza ad accontentarsi e ad evitare nuove “sfide” anche quando vengono in esse riconosciute possibilità di miglioramento. Nonostante la reticenza al cambiamento, il sentimento di insoddisfazione è totalizzante e riguarda principalmente la percezione della mancata corrispondenza fra l’ immagine corporea reale e quella ideale legata a costrutti sociali. Si tratta principalmente di pazienti in sovrappeso.

A livello sociale, è facile sentirsi inadeguati, brutti, poco interessanti per gli altri .Il pensiero costante diventa il riuscire a dimagrire, lottando contro l’ impotenza e la dipendenza dalle sensazioni piacevoli che il cibo rilascia e che a volte si percepiscono più forti del senso di colpa. E allora si ha la spinta a tentare diete alimentari restrittive che danno subito, stranamente,  buoni risultati e restituiscono in breve tempo il controllo sulla propria vita (e girovita). Scompaiono pian piano alcuni sentimenti negativi, l’autostima migliora, si diventa più forti ed attraenti ed il mondo intorno sembra sempre più meraviglioso. Da “magri”, è possibile concedersi qualche piccola gratificazione in più.. magari una volta o due a settimana perché qualcuno in un tempo lontano aveva detto “sgarrare attiva il metabolismo, perché non farlo? “ Le restrizioni giocano un ruolo centrale nello sviluppo dei disturbi alimentari che molto spesso hanno origine in conseguenza ad una dieta ipocalorica “fai da te”. Episodi di Binge Eating si verificano molto frequentemente nei periodi di violazione dalla dieta restrittiva poiché si ha la convinzione di aver accumulato un bonus di calorie da poter spendere durante la “pausa”. È ovvio sottolineare a questo punto come la scelta di aderire a regimi alimentari restrittivi senza il controllo di un esperto nutrizionista, rappresenti un comprovato fattore di rischio per lo sviluppo di una patologia della sfera alimentare.

I disturbi del comportamento alimentare possono presentarsi durante ogni fase di vita, ma compaiono con maggiore frequenza durante l’adolescenza o la prima età adulta.  La scelta emotiva di aderire a regimi alimentari ipocalorici, il digiuno per molte ore, la scarsa attività fisica sono condotte tipiche del periodo adolescenziale in cui gioca un ruolo centrale l’influenza sociale e culturale che spinge verso l’omologazione a modelli estetici prestabiliti ed il contesto dei pari. Anche il funzionamento familiare in cui si sviluppa un binge eating mostra caratteristiche comuni a più soggetti: la modalità comunicativa si presenta come poco affettuosa ed inefficace, si percepisce un’ impossibilità di espressione e condivisione di emozioni e pensieri in famiglia e un eccessivo controllo e coinvolgimento genitoriale, ostacolante la conquista dell’indipendenza e dell’indifferenziazione. Le dinamiche familiari instaurate nell’infanzia e rivissute in adolescenza, condizionano le relazioni interpersonali, lo sviluppo ed il mantenimento delle condotte alimentari.

Quando si provano sentimenti negativi, si percepisce un vuoto e si sente l’esigenza di colmarlo il più velocemente possibile nel modo più immediato di riempire buchi: mangiando. Esperienze singole e disparate di Binge Eating sono comuni e non configurano necessariamente la presenza di un disturbo alimentare.  Per imparare a controllare le abbuffate di emotività è necessario raggiungere una maggiore consapevolezza delle proprie azioni, osservando ed imparando a riconoscere le emozioni che accompagnano questi episodi: non sono altro che lo specchio del mondo interiore che ogni individuo porta dentro sè.

Dott. ssa Emanuela Gamba 
Riceve su appuntamento a Roma , (+39) 389 2404480 / emanuela.gamba@libero.it

 

Approfondimenti Bibliografici:

Laghi F. et al., “Time perspective and psychosocial positive functioning among Italian adolescents who binge eat and drink”, Journal of Adolescence, 2012

Laghi F. et al., “Funzionamento familiare e disturbi  del comportamento alimentare in adolescenza” , Counseling, 2012

Bastianelli A. et al., “Un modello di equazioni strutturali per lo studio dei fattori di rischio nel mantenimento del disturbo da alimentazione incontrollata”, Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia, 2007

Ramacciotti C.E. et al., “Temperamento e carattere: profilo nella Bulimia Nervosa e nel  Disturbo da Alimentazione Incontrollata”, Psichiatria e Territorio, 2004

Cotrufo P.: “Il disturbo da alimentazione incontrollata: dati epidemiologici e caratterizzazione clinica”, Giornale Italiano di Psicopatologia, 2000

Massaro A., “L’anima del cibo” , Ed. Aracne, 2014

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