Storie d’amore impossibili – Come uscirne?

Gli amori impossibili sono amori rari, imperfetti, tormentati, struggenti, passionali, folli.

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Sono amori indimenticabili fatti di sentimenti ambivalenti; crescono e diventano colmanti in un alternarsi di scariche di adrenalina e sofferenze. Anche chi non li ha vissuti, conosce i sentimenti che accompagnano l’esperienza di un amore impossibile: sa riconoscere l’ingiustizia come conseguenza di una scelta altrui (dell’amante o del contesto), identificarsi nella sofferenza di non poter vivere un sentimento forte e devastante e sperimentare l’illusione  di “ciò che poteva essere, ma non è stato”. In un amore impossibile possiamo sentirci vivi come mai prima e contemporaneamente fare i conti con una sempre lontana felicità,  sperimentando la sofferenza dell’irraggiungibilità di un amore sicuro

Ma essere felici è davvero l’obiettivo di ogni esistenza?

Soffrire è paradossalmente molto più semplice di essere felice. La precarietà di un amore impossibile permette di soffrire in eterno e sottrarsi alla fatica di dover lottare per raggiungere una dimensione di serenità. Chi si rifugia in amori impossibili si crea inconsapevolmente alibi per non vivere la bellezza e la reciprocità di una relazione d’amore, mettendo in atto un automatico meccanismo inconscio di coazione a ripetere di comportamenti disfunzionali che attivano sentimenti di inadeguatezza ed esperienze frustranti di fallimento. Gli amori impossibili sono tentativi di mantenere una distanza in amore, di non sentirsi invasi nella propria intimità,  di rifulgere le dipendenze affettive e recriminare al mondo di essere senza catene. Tutti, invece, abbiamo catene solide che ci ancorano ad una dimensione-altra del nostro passato. Chi sceglie amori impossibili è ignaro di essere imprigionato in uno spazio che appartiene probabilmente più al passato che al presente. 

Nasciamo con il bisogno innato di amare ed essere amati.Durante lo sviluppo, influenzati dal legame di attaccamento primario, ci creiamo un nostro, unico ideale di amore. Un’idea di amore fatta su misura da noi per noi. Su quell’ideale strutturiamo aspettative ed investiamo speranze sul futuro. È possibile cadere nell’errore di considerare il nostro ideale come una matematica conseguenza di un elemento stabile della nostra personalità. Abbiamo, invece, il difficile compito evolutivo di mettere in discussione costantemente le nostre aspettative, di adattarle alle nostre emozioni e alle opportunità che il contesto ci offre e poter interrompere un meccanismo di coazione a ripetere disfunzionale, come quello degli amori impossibili. Mettersi in discussione significa fare una scelta diversa, significa cambiare prospettive e strumenti.   Il cambiamento spaventa perché ci mette nella condizione di poter sbagliare, di andare incontro all’ignoto, ad emozioni non ancora elaborate,  ma non farlo ci condanna alla ripetizione di abitudini patologiche e all’infelicità. 

In amore tendiamo ad innamorarci delle attenzioni che il nostro partner ci concede colmando le nostre carenze emotive. Le attenzioni inaspettate e mai scontate degli amori impossibili fanno sentire di essere semplicemente  amati e meritevoli di esserlo. Piccole premure possono migliorare, dunque, la nostra autostima ed alimentare  il “sano” narcisismo che abita in ognuno di noi, tanto da permetterci di essere e sentirci degni di ricevere affetto. Le attenzioni in questo tipo di relazioni, però, non sono mai abbastanza e si alternano sempre con le assenze.  Le assenze contribuiscono a creare l’immagine di un amore impossibile e inappagante, ma alimentano il fascino del proibito e dell’irraggiungibile. Raggiungere l’irraggiungibile è un obiettivo sempre stimolante ed è una tendenza tipica della fase di innamoramento, quando nell’altro si riconoscono solo caratteristiche positive ed esclusive.

 Un accenno veloce ai concetti di innamoramento e di  amore. L’innamoramento è la fase iniziale di ogni relazione amorosa ricca di passione, attrazione, fusione, aspettative ed investimenti, in cui si ama su un piano ideale e non reale. Ci si innamora della  propria  idea di amore, di un ideale che appartiene quasi esclusivamente a noi. In questa fase maniacale ed immatura, tendiamo ad idealizzare il nostro partner riconoscendo in lui perlopiù qualità che corrispondono a nostre speranze e aspettative, senza interrogarci se è realmente adatto a noi; tendiamo, dunque, a “vedere” il suo “io” solo in parte. Siamo in grado di integrare le due dimensioni dell’altro (ideale e reale) in un’unica immagine soltanto in una fase successiva, quando sperimentiamo la reciprocità del rapporto, dirigendoci  verso il consolidamento del sentimento di amore. 

Gli amori impossibili rappresentano una dimensione cronica e persistente della fase di innamoramento; un processo amoroso che non fa i conti con la realtà rimane in un’altra dimensione dove non c’è fine e non c’è inizio, dove non c’è cambiamento. Sono amori eterni su un piano ideale ed immaginario. Ognuno di noi è in grado di custodire per anni sentimenti legati ad un amore impossibile. Scegliamo di vivere nel ricordo di un amore irraggiungibile, eterno ed immaginario per allontanare la nostra mente dall’esistenza di una realtà troppo distante dai nostri desideri inappagabili. Gli amori impossibili non sono altro che castelli in aria costruiti su nuvole di illusioni e fantasia, in parte funzionali ad una forma di  appagamento, seppur fittizio. La vita può costringerci ad un’analisi accurata e razionale dei nostri sentimenti (può anche non succedere mai) attraverso cui è facile  comprendere come amore “impossibile” significhi semplicemente “non adatto a noi”. Sono un rifugio immaturo che negli anni conserva il suo libero accesso. Sono la scelta di chi sente il bisogno di essere amato, ma ha paura di esserlo realmente. Sono la decisione di chi non è in grado di scegliere il proprio benessere, di chi ripete errori all’infinito per sperimentare il fallimento, non essendo pronto al successo ed alla serenità.  Il ripetersi dei fallimenti si struttura come una costante conferma di un’ inadeguatezza personale e contribuisce a mantenere uno status di sicura infelicità in cui è possibile solo sopravvivere e non vivere. La ripetizione di comportamenti e scelte infelici, è un processo inconscio di cui il soggetto non è consapevole, ma ne è responsabile molto più di quanto crede lo siano cause esterne (siano esse persone, oggetti o eventi).

Chi ha la tendenza a cadere in amori impossibili non è solito attribuirsene la responsabilità: parla di se soventemente come vittima di decisioni e voleri altrui o del destino, utilizzando frasi come “Capitano tutti a me!”. Scardinare un meccanismo così complesso caratterizzato da rigide difese ed un locus of control esterno, è molto faticoso. In un processo di sostegno psicologico, è importante aiutare chi si rifugia in amori impossibili a riconoscere la sua volontà inconscia di mantenere un’omeostasi patologica della relazione e di negare i propri desideri. È importante ascoltare i suoi bisogni ed orientare l’azione in virtù di essi, rinforzando un impegno attivo. Maturare, in questo senso, significa mettersi in discussione, cambiare per potersi concedere la possibilità di incontrare amori maturi, di vivere amori possibili.

Dott.ssa Emanuela Gamba

Riceve su appuntamento a Roma
(+39) 389 2404480
emanuela.gamba@libero.it

Approfondimenti Bibliografici

Simonelli C.  “Psicologia dello sviluppo sessuale ed affettivo” Ed. Carocci, 2012

 Slepoj V. “La psicologia dell’amore” dal capitolo “Le non scelte di Sara”, Ed. Mondadori, 2015

Tommasella S. “L’ amore non è mai per caso.” Ed. Apogeo, 2014

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